30 Set Certificati Bianchi: cosa cambia con la nuova Guida Operativa

Il meccanismo dei Certificati Bianchi, o TEE (Titoli di Efficienza Energetica), si aggiorna con una nuova Guida Operativa del GSE che chiarisce le modalità di presentazione e valutazione dei progetti di efficienza energetica. Le indicazioni introducono diverse novità che interessano le imprese e i soggetti che intendono valorizzare i risparmi ottenuti attraverso interventi di efficientamento. Per chi sta valutando un progetto, conoscere queste regole è importante già nella fase di analisi, perché modalità di accesso, misurazione dei consumi e documentazione devono essere impostate correttamente prima dell’avvio dell’intervento.
Certificati Bianchi: come funziona il meccanismo
I Certificati Bianchi attestano un risparmio di energia riconosciuto nell’ambito del meccanismo dei TEE: un certificato corrisponde a una tonnellata equivalente di petrolio, cioè una TEP, di energia primaria risparmiata. Il riconoscimento dei titoli è legato alla realizzazione di progetti di efficienza energetica che producono risparmi addizionali rispetto alla situazione di riferimento. Non si tratta quindi semplicemente di sostituire una tecnologia con una più efficiente, ma di dimostrare e quantificare il risparmio generato dall’intervento attraverso criteri di misurazione e calcolo definiti dalla normativa e verificati dal GSE. La nuova Guida fornisce indicazioni operative proprio su questi aspetti, dalla presentazione del progetto alla successiva certificazione dei risparmi.
Chi può accedere ai Certificati Bianchi
La disciplina aggiornata interviene anche sulla definizione dei soggetti che possono partecipare al meccanismo. La Guida distingue tra soggetto titolare del progetto, cioè chi ha sostenuto l’investimento per realizzare gli interventi, e soggetto proponente, che presenta la richiesta al GSE e deve possedere i requisiti previsti. Le due figure possono coincidere, ma non necessariamente. Una delle novità più interessanti riguarda inoltre la possibilità di aggregare in un unico progetto interventi riconducibili a soggetti titolari differenti, quando vengono rispettate le condizioni previste. Questo consente di gestire in modo unitario determinati interventi che, secondo le regole precedenti, avrebbero dovuto essere trattati separatamente.
Quali progetti di efficienza energetica sono ammessi
Per accedere al meccanismo, il progetto deve generare un risparmio energetico addizionale, calcolato confrontando il consumo di baseline con quello successivo all’intervento e tenendo conto delle condizioni che possono influenzare i consumi a parità di servizio. La nuova disciplina introduce inoltre il concetto di efficientamento energetico integrato, che permette di riunire più interventi realizzati contestualmente sullo stesso componente, edificio, mezzo di trasporto o linea produttiva. Possono rientrare, ad esempio, interventi di sostituzione o nuova installazione di componenti accompagnati da sistemi di automazione e controllo, inclusi i sistemi BACS per gli edifici, o dalla modifica del layout produttivo. Restano invece esclusi gli interventi riconducibili alla semplice manutenzione o al ripristino delle normali condizioni di esercizio. La Guida amplia inoltre il quadro degli interventi valutabili attraverso il metodo standardizzato.
Progetto a Consuntivo o Progetto Standardizzato?
La valutazione dei risparmi avviene attraverso due modalità: metodo a consuntivo e metodo standardizzato. Nel primo caso il risparmio viene determinato attraverso la misurazione puntuale delle grandezze caratteristiche del progetto, confrontando la situazione precedente e quella successiva all’intervento secondo un programma di misura approvato. Nel metodo standardizzato, invece, il calcolo si basa su un algoritmo e sulla misurazione diretta di un campione rappresentativo, i cui risultati vengono poi estesi al perimetro del progetto. Questa seconda modalità richiede che gli interventi siano replicabili in contesti assimilabili e che sia motivata la scelta di misurare un campione anziché i singoli interventi. La scelta della metodologia non è quindi un passaggio puramente formale, ma dipende dalle caratteristiche tecniche e dalla configurazione del progetto.
Baseline e misurazione: un passaggio decisivo
La determinazione del consumo di baseline è uno degli aspetti più delicati nella costruzione di un progetto. È infatti il valore di riferimento rispetto al quale viene calcolato il risparmio energetico addizionale. La nuova Guida introduce maggiore flessibilità nelle modalità con cui può essere individuata la baseline, chiarendo anche alcuni casi in cui le misure possono essere effettuate successivamente all’avvio del progetto, purché rappresentino correttamente le condizioni precedenti all’intervento. In presenza di dati insufficienti o non rappresentativi possono inoltre essere utilizzati criteri alternativi basati su valori di riferimento o documentazione tecnica, secondo le condizioni previste. Per questo la raccolta e l’analisi dei dati energetici diventano parte integrante della progettazione del progetto, non un’attività da affrontare soltanto dopo la realizzazione dell’intervento.
Cumulabilità e nuove possibilità per le imprese
Un altro punto chiarito dalla nuova disciplina riguarda la cumulabilità dei TEE con altri strumenti di sostegno. I Certificati Bianchi non possono essere sommati indistintamente a qualsiasi incentivo, ma la normativa individua specifiche possibilità di cumulo, in alcuni casi con una riduzione del numero di titoli riconoscibili. Tra le situazioni considerate rientrano anche alcuni strumenti collegati a programmi di investimento e sostegno alla transizione industriale. In tutti i casi deve essere evitata la sovracompensazione: il valore complessivo degli incentivi non può superare i costi sostenuti per la realizzazione del progetto. Per un’impresa questo significa valutare gli incentivi disponibili prima di definire la struttura economica dell’intervento, verificando la compatibilità tra le diverse misure.
L’accesso ai Certificati Bianchi richiede una valutazione tecnica che parte ben prima della richiesta al GSE. È necessario verificare l’ammissibilità dell’intervento, definire correttamente il perimetro del progetto, individuare la baseline, impostare il programma di misura e scegliere la metodologia più adatta per quantificare i risparmi. Anche la tempistica assume un ruolo importante: il progetto, o gli eventuali strumenti di comunicazione preliminare previsti, devono essere gestiti prima dell’avvio della realizzazione secondo le condizioni stabilite dalla disciplina. NEST, in qualità di ESCo certificata UNI CEI 11352, affianca le imprese nell’analisi dei progetti di efficienza energetica, nella valutazione della fattibilità e nella predisposizione degli elementi tecnici necessari per l’accesso al meccanismo dei TEE. L’obiettivo è trasformare il risparmio energetico ottenuto da un intervento in un risultato misurabile e correttamente valorizzabile.