Energy Release 2.0: cosa cambia per le aziende energivore nel 2026

Energy Release 2.0: cosa cambia per le aziende energivore nel 2026

Le imprese a forte consumo elettrico stanno osservando con attenzione l’evoluzione del meccanismo Energy Release 2.0, che con il decreto del MASE del 29 luglio 2025 entra finalmente in fase operativa. Si tratta di uno strumento che mette in relazione la realizzazione di nuova capacità rinnovabile da parte delle aziende “energivore” con l’anticipazione da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) di parte dell’energia elettrica prodotta in futuro. Il valore dell’iniziativa risiede nella possibilità per l’impresa di ottenere condizioni energetiche favorevoli e, al contempo, contribuire concretamente alla transizione energetica nazionale.

Le principali modifiche introdotte dal decreto

Il decreto introduce modifiche sostanziali rispetto alla versione originaria del 2024. Tra queste spiccano nuove definizioni normative, come “soggetti terzi”, “contratto di restituzione” e “procedura competitiva”. In particolare, la clausola nota come claw-back rappresenta una novità di grande rilievo: qualora l’energia anticipata non venisse restituita integralmente entro i 20 anni del contratto, la restituzione potrà essere estesa fino ad ulteriori 20 anni, con prezzo riconosciuto limitato ai soli costi operativi e di manutenzione. Una misura che introduce maggiore responsabilità e pianificazione per le imprese coinvolte.

Requisiti più stringenti e apertura a nuovi soggetti aggregati

La modifica normativa amplia la platea dei partecipanti: potranno accedere non solo le imprese energivore singole, ma anche quelle aggregate o rappresentate da un soggetto terzo. Restano confermati i 200 kW come soglia minima di capacità rinnovabile, ma cambiano le condizioni di ammissione. Ora è necessario dimostrare il possesso di titoli abilitativi, il preventivo di connessione e la conformità ai criteri DNSH (Do No Significant Harm). Il meccanismo si trasforma così da semplice incentivo a procedura competitiva selettiva con standard più elevati di qualità e sostenibilità.

Scadenze e prossimi passi operativi

Dal punto di vista operativo, il cronoprogramma è chiaro: entro metà novembre 2025 saranno pubblicate le regole operative e gli schemi contrattuali, mentre entro 90 giorni dalla pubblicazione il GSE lancerà l’avviso per la selezione dei progetti. Per le imprese delle Marche e del Centro Italia, ciò significa attivarsi subito con analisi strategiche e raccolta documentale. Pianificazione e consulenza tecnica diventano elementi decisivi per accedere ai benefici del meccanismo.

Un occasione per il rilancio della sostenibilità industriale

L’efficientamento energetico e la produzione da fonti rinnovabili si confermano pilastri del percorso di sostenibilità aziendale. Installare un impianto fotovoltaico o investire in nuove tecnologie può diventare parte integrante del progetto Energy Release 2.0, permettendo di ridurre costi e migliorare il profilo ambientale. Il meccanismo è destinato esclusivamente a soggetti giuridici iscritti all’elenco CSEA e apre prospettive interessanti anche per aggregatori e società di servizi energetici.

Per NEST, che da anni accompagna le imprese marchigiane nel percorso verso l’efficienza, questa evoluzione normativa rappresenta una nuova opportunità di affiancamento concreto, offrendo consulenza nella progettazione, nella gestione documentale e nell’accesso ai meccanismi di supporto più avanzati.

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